About

Foto del 67878965-12-2455925 alle 18:51Pensare lentamente non vuol dire solo riflettere. E’ anche il modo attraverso il quale analogie, pensieri dimenticati, stimoli, si condensano; tutto si mescola, sedimenta e fulmineamente nasce qualcosa.  Quello che viene fuori da questo mescolamento spesso è banale, a volte invece ti meraviglia.

In questo spazio voglio collezionare i miei slow thinking, quelli che a me sembrano più interessanti; sono provocatori perché paradossali, estremi, politically incorrect. Il pensiero è sempre più omologato, pieno di luoghi comuni fritti e rifritti, di assunti che nessuno mette in discussione e questo è uno dei grandi mali che ci affliggono. Il rischio è quello di innamorarsi della provocazione, il pensiero lento consente di assaporare le idee e di valutarle.

Parlerò di cose che conosco per averle studiate e vissute professionalmente in quarant’anni di lavoro con aziende di tutti i tipi e di tutte le dimensioni; scriverò di di design, di moda, di comunicazione, di atteggiamenti e, se mi capita, anche di altro. Mi occupo di competizione tra le aziende, di prodotti e di come portarli sul mercato. Credo … beh, quello che credo lo scoprirete solo, se ne avrete voglia, leggendo.

Ai “miei venticinque lettori” dico: i vostri commenti, le vostre critiche, le vostre provocazioni sono davvero benvenute.

 

Antonio Catalani

Insegno all’Università Bocconi ed all’Università IULM di Milano; e sono senior professor alla SDA Bocconi.

Come consulente ho collaborato con importanti aziende italiane e straniere nell’ambito delle scelte strategiche, dedicandomi in particolare alle politiche di prodotto, alla distribuzione ed alla comunicazione. Il mio approccio non si basa sulla redazione di documenti, ma sull’affiancamento personale al top management.


4 thoughts on “About

  1. Grande prof!!! Concordo. Visto che ci siamo vogliamo dire che il marketing – almeno così la vedo io – non è una funzione aziendale ma è un approccio, un’attitudine, una tensione verso l’esterno dell’azienda che tutti quelli interni alla stessa dovrebbero possedere o quantomeno cercare di sviluppar?. marketing non è funzione e non è neppure un manuale da sudiare, ma è pratica ed esperienza quotidiana, curiosità e ascolto, in etrema sintesi è sensus communis (nel senso originario).
    Grazie per condividere con noi il suo “vissuto”.

    • Grazie Andrea, sono davvero d’accordo con quello che dici e condivido pienamente la tua idea di sensus communis! non voglio solo condividere il mio vissuto, ma voglio metterlo in discussione, confrontarlo con punti di vista anche opposti. se troverai ancora opportunità mi piacerebbe avere ancora tue opinioni.Ormai sei un imprenditore….

    • ciao Mikkel, grazie per l’ottima domanda. le ragioni sono tante, ma principalmente perchè scrivere i propri pensieri è una eccellente maniera per metterli a punto, e cosa meglio di un blog dove sei obbligato ad interagire con gli altri? un blog inoltre ti lascia la completa libertà di essere eretico. Qui per esempio posso parlare male di Porter (inutile ed incerto) e benissimo di Mintzberg poco valorizzato per le implicazioni del suo pensiero sui redattori di robusti e costosissimi progetti strategici copia e incolla. che ne pensi?

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